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Riso Carnaroli Classico

Carnaroli Classico – 1 kg

4,60 

Ideale per risotti e piatti sopraffini. Il suo chicco non scuoce e non si disgrega: per questo è il preferito nell’alta cucina, ma permette anche ai cuochi meno esperti di ottenere risultati professionali.

Perché la dicitura "Classico" fa la differenza? La differenza sta nella semente. A differenza del Carnaroli generico — che spesso utilizza ibridi moderni più produttivi ma meno tenaci — il Carnaroli Classico nasce dalla varietà autentica del 1945. È un riso che richiede più cure in campo, ma che ripaga in cucina con una tenuta di cottura e una cremosità superiori.

Scegliere il "Classico" significa portare in tavola un chicco più grande, più consistente e con una capacità di assorbimento dei sapori che non teme confronti. Mentre il Carnaroli comune usa varietà moderne che producono molto in campo ma tengono meno la cottura, il Carnaroli Classico produce meno chicchi in campo ma garantisce una tenuta di cottura insuperabile e una cremosità che solo il Carnaroli da Carnaroli Pavese può dare.

Classico" non è un aggettivo, ma una certificazione ufficiale: garantisce che il riso sia 100% varietà originale Carnaroli, senza sostituzioni con varietà diverse (come Karnak o Caravaggio) che la legge permette di etichettare come "Carnaroli" ma che hanno una diversa resa in cottura.

Tempo di cottura:
16-18 minuti.

Descrizione
Il riso Carnaroli Classico è una varietà molto pregiata di riso superfino. Il sapore è netto, tendente al dolce, con chicco consistente ed elastico anche dopo la cottura. Il chicco si presenta grosso e lungo 7 mm circa, di forma allungata e colore ceruleo con perla centrale piccola e bianca.

Il nostro riso Carnaroli Classico è ottenuto esclusivamente da semente controllata e certificata come “CLASSICO” e come “CARNAROLI DA CARNAROLI PAVESE”.

Le caratteristiche sopracitate, insieme all’eccezionale compattezza dei chicchi allungati e con piccola parte centrale, ne fanno una delle migliori qualità di riso presenti sul mercato e il prodotto di punta di Cascina Alberona che dopo oltre 30 anni di attività nel settore dell’agricoltura del riso ha l’esperienza e le capacità produttive necessarie per la sua coltivazione e trasformazione di questo riso.

Lavorazione
Riso ottenuto nel 1945 dall’incrocio tra Vialone (con alto contenuto di amilosio che garantisce la tenuta in cottura) e il Lencino (riso lungo, grosso e molto perlato). Coltivato soprattutto in Lomellina, regno del riso, è ritenuto da molti gourmet il riso principe della cucina.
Ricetta consigliata
Risotto “Lo chiamavano il milanese”

 
INGREDIENTI:
• 320 g di riso Carnaroli Classico
• 1 cucchiaino di pistilli di zafferano
• 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
• 1/2 bicchiere di vino bianco
• Aceto di vino bianco q.b.
• Sale q.b.
• 1 scalogno o 1 cipolla a seconda dei gusti
• Burro q.b.
• Parmigiano Reggiano q.b.
• Brodo leggero di pollo o vegetale

 
PROCEDIMENTO:
Prepariamo il brodo leggero.
Prepariamo poi il tritato di scalogno/cipolla e lo scaldiamo in padella con un cucchiaio d’olio, lo facciamo soffriggere e lo lasciamo da parte.
Tostiamo adesso il riso “a secco”, senza aggiunta di grassi, versiamo il vino e lo facciamo evaporare a fuoco sostenuto. Aggiungiamo subito il soffritto di cipolla, preparato precedentemente, e procediamo con la cottura del risotto, aggiungendo un mestolo di brodo alla volta avendo cura di farlo assorbire completamente prima di aggiungerne dell’altro.
Mettiamo in infusione i pistilli di zafferano in poco brodo caldo per qualche minuto, per poi versare tutto in pentola e proseguire nella cottura del riso.
In un pentolino scaldiamo un po’ di aceto bianco stemperato con del vino bianco e una noce di burro; questo composto lo useremo, una volta cotto il riso e aggiustato di sale, per mantecare il nostro risotto insieme al Parmigiano Reggiano. Lasciamo riposare un minuto e serviamo il nostro Risotto alla Milanese.

Curiosità
La sua fama deriva dall’eccezionale compattezza dei chicchi grossi e allungati con piccola parte centrale, l’alto contenuto di amilosio prossimo al 24% del totale amido, l’ottimo equilibrio tra buona capacità di assorbimento dei liquidi e bassa perdita di amido.